I rituali nella classe di lingua

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Se in questo momento dovessero chiederci di pensare a un rituale, probabilmente ci verrebbe in mente qualche gesto esotico e vagamente estremo come ad esempio camminare sulle braci ardenti, oppure ingaggiare una lotta nel fango contro un corpulento avversario. In alternativa, potremmo richiamare alla mente qualche contesto religioso, che per sua natura è caratterizzato da una fortissima ritualità.

Eppure, i rituali caratterizzano ogni aspetto della nostra vita. E’ rituale la prima cosa che facciamo al mattino dopo esserci alzati (per chi scrive, preparare un caffè), è rituale il giro tra le corsie del supermercato che ripetiamo ogni volta che facciamo la spesa, è rituale la serie di gesti che compiamo una volta accesa la nostra auto (accendere il condizionatore, alzare il volume della radio, e solo allora ingranare la marcia, per esempio), è rituale leggere un libro prima di dormire, o scrivere un diario, o dedicare qualche minuto alla meditazione. Nulla di esotico, quindi, e anzi, tutto molto quotidiano e concreto.

Naturalmente, i rituali possono modificarsi nel tempo, per varie ragioni, adattandosi alla persona che li pratica e alle sue necessità.

I rituali infatti sono una scelta, e hanno una funzione ben precisa. Anzi, diverse funzioni.

Creano senso di appartenenza, sono un formidabile collante sociale, creano imitazione. In sintesi: danno al gruppo un senso di unità. Inoltre rassicurano, perché sono attesi e previsti, e nel viverli la persona si rilassa perché se è vero che il progresso avviene fuori dalla zona di comfort, è altrettanto vero che prima di far uscire le persone dalla suddetta zona è bene accertarsi che ne abbiano una. 😉

Per questo sosteniamo l’importanza dei rituali in apertura di ogni lezione (e li pratichiamo, naturalmente). Con alcuni nostri corsisti sono due minuti prima di iniziare per bere un caffè alla macchinetta aziendale e chiacchierare del più e del meno, con altri è la domanda “come è andato il fine settimana?”, con altri ancora è il focus su uno specifico aspetto della lingua straniera (per esempio, un phrasal verb all’inizio di ogni lezione nelle classi di inglese), con altri è la lettura ad alta voce di uno scioglilingua… Dipende. Dipende dal gruppo, da cosa funziona e da cosa raggiunge con quelle persone l’obiettivo di creare il senso di appartenenza di cui si parlava sopra.

In ogni caso, di una cosa abbiamo la certezza: là dove si creano occasioni per rinforzare lo spirito di gruppo, tutto ciò che viene dopo funziona meglio. In altre parole, sentirsi parte di qualcosa favorisce la volontà di mettersi in gioco per quel qualcosa. E la classe di lingua, come altro aspetto della vita, rispecchia questo principio.

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